1498 - Testamento redatto da Cristoforo Colombo
Cristoforo Colombo fu un navigatore che cambiò per sempre la storia del mondo. Colombo non era soltanto un marinaio, ma un uomo animato da un’idea rivoluzionaria: raggiungere le Indie orientali navigando verso occidente, attraversando l’oceano Atlantico.
Dopo anni di tentativi e rifiuti, trovò il sostegno della regina Isabella di Castiglia e del re Ferdinando d’Aragona. Il 3 agosto 1492 salpò da Palos de la Frontera con tre navi, la Niña, la Pinta e la Santa María. Il 12 ottobre dello stesso anno approdò in un’isola delle Bahamas, segnando l’inizio di un incontro epocale tra due mondi fino ad allora separati.
La sua impresa non significò la “scoperta” dell’America — terre già abitate da civiltà ricchissime e complesse — ma rappresentò l’avvio di una nuova era di contatti, scambi e trasformazioni globali. Colombo compì in totale quattro viaggi oltre l’Atlantico, aprendo rotte che avrebbero favorito l’espansione europea e la nascita di un mondo interconnesso.
La sua avventura segnò l’inizio della globalizzazione, cambiando per sempre la geografia, l’economia e le culture del pianeta.
Nel suo testamento, compilato il 22 febbraio 1498 in quella che oggi è Panama, scrive «Siendo yo nacido in Genova», ovvero «essendo io nato a Genova» dichiarando esplicitamente di essere “genovese”. Con queste parole sciolse un antico dubbio, rivendicando le proprie origini liguri e legandole per sempre a una delle avventure più straordinarie della storia universale.
Archivio di Stato di Genova – Archivio Segreto, 1649, n. 19
1900 - Testamento di Giuseppe Verdi
Giuseppe Verdi nacque a Le Roncole di Busseto, il 10 ottobre 1813. E’ universalmente riconosciuto come uno dei più importanti compositori di opere liriche. Verdi simpatizzò con il movimento risorgimentale che perseguiva l’Unità d’Italia e partecipò attivamente per breve tempo anche alla vita politica (fu Senatore del Regno d’Italia), divenendo un simbolo artistico profondo dell’unità del Paese. Morì nel 1901, e privo di eredi diretti e titolare di un enorme patrimonio, stilò una lunga lista di persone e di istituti beneficiari nel suo lascito solidale. Fra questi: gli asili centrali, gli stabilimenti dei rachitici, dei sordo muti, dei ciechi di Genova; l’ospedale di Villanova sull’Arda; il monte di pietà di Busseto; l’opera pia Casa di riposo dei musicisti di Milano, fatta da lui costruire, alla quale donò 75 mila lire di rendita e tutti i diritti d’autore sia in Italia che all’estero di tutte le sue opere.
Archivio Notarile di Parma – Testamento olografo datato 14 maggio 1900.
Notaio Angiolo Carrara del 27.01.1901 n. di repertorio 2.613.
1935 - Testamento di Alcide De Gasperi
Alcide De Gasperi nacque a Pieve Tesino (Trento) il 3 aprile 1881. Fu un protagonista della ricostruzione politica ed economica dell’Italia dopo la seconda guerra mondiale e leader dei Governi di centro a partire dal 1947. E’ considerato uno dei padri della Repubblica (fu più volte ministro e poi Presidente del Consiglio) e della futura Unione Europea. La sua politica estera (fu Ministro degli Esteri e Presidente della C.E.C.A.) fu tesa all’inserimento dell’Italia nell’ambito dell’Alleanza atlantica e alla realizzazione dell’Europa unita.
Archivio Storico della Fondazione Alcide De Gasperi – Roma.
1984 - Testamento di Enzo Ferrari
Enzo Ferrari (Modena, 1898 – Modena, 1988) è una delle personalità italiane più conosciute e influenti del XX secolo. Fondatore della Ferrari, marchio divenuto un’icona mondiale, ha saputo trasformare la passione per i motori in un simbolo di eccellenza, innovazione e stile riconosciuto in tutto il mondo. La sua vita, profondamente legata alla città di Modena, è stata segnata da disciplina, determinazione e da una visione unica, capace di dare origine a un mito che va oltre l’automobilismo e che entra nell’immaginario collettivo come espressione del talento e della creatività italiana.
Questa mostra espone un documento raro e altamente significativo: il testamento di Enzo Ferrari. Si tratta di un testo volutamente essenziale, composto da poche righe chiare e dirette, che riflettono il carattere pragmatico e riservato del suo autore. Non vi sono spiegazioni superflue né enfasi, ma solo le disposizioni necessarie, affidate alla precisione della parola scritta.
A rendere il documento ancora più speciale è il suo valore materiale e simbolico. Il testamento è redatto su carta intestata ed è siglato e scritto con la celebre penna viola di Enzo Ferrari, oggetto divenuto parte integrante della sua immagine pubblica. Attraverso questo scritto, il visitatore è invitato a entrare in contatto con una dimensione più intima del fondatore della Ferrari, scoprendo come anche nell’atto finale della sua vita emergano coerenza, sobrietà e senso di responsabilità.